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La corretta manutenzione di dischi e pastiglie

La corretta manutenzione di dischi e pastiglie è fondamentale per garantire la sicurezza della tua Auto. Ecco come fare per avere un impianto sempre efficiente.

Questa tipologia di manutenzione riguarda l’Impianto frenante. In questa guida analizzeremo, cosa consente all’autovettura di frenare e le specifiche di ogni componente dell’impianto, oltra che, i Consigli del TeamD+.

Dischi e pastiglie

Nonostante la tecnologia abbia fatto passi da gigante, ed entrando di prepotenza nell’auto aumentando le performance ottenibili con la meccanica pura. Eppure ci sono dei componenti tradizionali che rimangono insostituibili. Con l’arrivo di ABS, BAS hanno reso più regolare ed efficiente la frenata, dischi e pastiglie freno continuano ad avere una funzione predominante nel garantire l’adeguata sicurezza delle auto.

Le caratteristiche del disco freno

Come sono fatti i dischi?

Esiste una grande varietà di tipologie di dischi si differenziano per materiali impiegati, per forma e per superficie. Tra le prime si possono trovare prodotti in lega d’acciaio, le più diffuse in ghisa e, per sportive e auto da competizione, in ceramica e carbonio.

Analogamente, la superficie delle fasce frenanti può essere liscia, con forature o rigature. Questi accorgimenti permettono ai gas prodotti dal materiale d’attrito della pastiglia che degrada di fuoriuscire e alla pastiglia di mantenere al massimo il contatto con il disco.

Dal punto di vista non strettamente metallurgico, un buon disco freno deve avere in primis una fusione eseguita correttamente, cioè di una buona composizione della ghisa.

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Disco freno Auto

Le caratteristiche di pastiglia efficiente

Una pastiglia deve avere molteplici caratteristiche, quali un buon coefficiente d’attrito tipico di pastiglie “tenere” e una buona durata caratteristica invece di pastiglie più “dure”.

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Le informazioni sul prodotto

Come si legge l’etichetta sui dischi

L’etichetta dei dischi freno riporta tutte le informazioni necessarie per la corretta identificazione del prodotto, ovvero: il codice a catalogo, la quantità di dischi per confezione (normalmente 2 dischi freno per confezione, dato che normalmente si sostituiscono 2 dischi freno alla volta, siano essi anteriori o posteriori), la misura del diametro esterno, lo spessore nominale (TH, Thickness) nelle condizioni in cui sono venduti e lo spessore minimo (THmin) al di sotto del quale i dischi freno vanno sostituiti.

Come si legge l’etichetta sulle pastiglie

L’etichetta delle pastiglie freno riporta il codice WVA (sostanzialmente il corrispettivo del codice di adattabilità all’originale riportata sulle etichette dei dischi freno), la quantità delle pastiglie nella confezione (che in questo caso normalmente è di 4 dato che per ogni disco freno sono necessarie 2 pastiglie freno), il codice di omologazione ECE R90 (omologazione di conformità del prodotto rispetto al ricambio originale; la certificazione che comprova che la pastiglia rispetta gli standard del ricambio originale in termini di prestazioni e sicurezza), l’indicazione del costruttore dell’impianto frenante e la forma delle pastiglie contenute.

Controllare i dischi e le pastiglie

Ogni volta che vengono effettuate le normali manutenzioni (cambio olio, filtri, Candele) quindi ogni 20.000 km o una volta l’anno.

Controllare l’usura

L’usura delle pastiglie in molti casi può essere verificata visivamente attraverso le razze del cerchio. Se è 3 mm o inferiore, è il caso di pensare a una sostituzione delle pastiglie.

Un altro controllo da effettuare con regolare cadenza è il livello e lo stato (colore, consistenza) del liquido freno. Il liquido andrebbe sostituito interamente ogni 2-3 anni circa.

D+ Autoricambi consiglia di prestare attenzione alla manutenzione

Inoltre, vi consigliamo di affidarvi ad officine autorizzate, per la sostituzione della sezione frenante, di guidare sempre con prudenza in discesa di montagna (frenate prolungate), strada bagnata, questo può portare un surriscaldamento dei freni, verificare anche se ci sono delle rigature nel disco, o quando si sente uno “stridio” tipico di metallo su metallo.

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